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Occhei, diamo il via alle danze.
F., nata il 6 dicembre di 22 anni fa a Milano, studentessa di Giurisprudenza e lavoratrice nel mondo dell’arte.
Perché un blog?
Perché adoro scrivere. O meglio, mi è indispensabile.
Non penso che Madre Natura mi abbia dotata di un talento particolare, non mi sento una specie di intellettualoide super acculturata e non auspico a diventarlo. Semplicemente, di tanto in tanto, scrivo. Scrivo perché mi piace rileggere i miei pensieri a distanza di anni, perché la scrittura è catartica, perché mi diverto a farlo, perché è il mio personalissimo modo di psicanalizzarmi e perché mi aiuta a fare chiarezza nella mia mente.
Quindi primariamente scrivo per me, sì. Ma quella minuscola vena di egocentrismo che alberga in me, mi fa dire che chiunque voglia passare da queste parti sarà più che benvenuto.
anche io scrivendo mi psicoanalizz, che poi e’ quello che faccio ogni minuto della mia giornata
egocentricissimissima
Ahahahaha, non sono la sola, meno male
Anche io penso che sia terapeutico, scrivere. E che sia una faccenda impegnativa, perchè a un foglio bianco non puoi mica dire le bugie.
Oh sì. E poi, non so voi, ma nel turbinio delle mie giornate frentiche ho BISOGNO di fermarmi un attimo a pensare a me, a quello che mi succede intorno, a quello che sto facendo/voglio fare.
Fermarsi a PENSARE per me è fondamentale e mettere il tutto per iscritto è semplicemente fenomenale.
Le persone che non pensano sono le più pericolose: fanno un sacco di danni a sè e agli altri e non se ne rendono nemmeno conto, il che significa che ne rifaranno ancora. Rifaranno gli stessi errori e ne faranno anche di ben peggiori.
fratello Sole chiama sorella Luna…..
Qui sorella Luna, passo e chiudo
una delle mie figlie ha 22 anni e studia più o meno giurisprudenza, ma questo per capire il senso del mio commento
anch’io da giovane scrivevo delle cose, come capita a molti, e tempo fa, per caso, ho ritrovato un quaderno (allora niente blog, al massimo una olivetti lettera 32…)
è bello rileggersi, sembra un messaggio in una bottiglia arrivato dal passato, da una persona che è letteralmente un’altra
scrivere è buona cosa, ma quel che scrivi lo devi seppellire e rileggerlo fra oltre 30 anni
il problema è che mentre scrivi, desideri essere letto e questa è la malattia che colpisce chi scrive: la lettofilia insaziabile (traduco il mio orrido neologismo: il desiderio di avere dei lettori, che è davvero pernicioso)
buon proseguimento del blog, lo leggerò ogni tanto e, rarissimamente, commenterò
Dici? Non so, non l’ho mai vista in questi termini a dir la verità, però potresti avere ragione
Una cosa però è certa: se noti una lettofilia insaziabilissima da parte mia, FERMAMI il prima possibile, mi raccomando, non ho nessuna intenzione di “ammalarmi”!
A presto!